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lunedì, 30 giugno 2008
Alla fiera del bestiame

Una sera, aspettando il film che c'era dopo, mi sono trovato a guardare il programma Veline e mi è venuto subito in mente il mercato del bestiame, che si teneva nel paese piemontese in cui andavo in campagna da piccolo, durante il quale sfilavano tante mucche, ma forse vista la similitudine bisognerebbe dire vacche, per le strade. Il venditore magnificava le caratteristiche degli animali e il compratore analizzava cosce, glutei e mammelle, perché con il suo occhio esperto, poteva subito capire come sarebbe venuto il taglio della fiorentina o se sarebbe stato un buon animale da latte.

Anche nel programma sfilano le candidate e siano esse analfabete o con un master a Harvard, saltellano e si dimenano per far saggiare ai giornalisti/giurati/voyeur la consistenza di cosce, glutei e seno. Dicono la provenienza (la città, non l'allevamento) e l'età. Poi come alla fiera del bestiame, in pochi minuti si decide se l'esemplare passa o meno la selezione.

Si potrebbe fare della facile morale sulla mancanza di valori come fanno riviste come Gente ed Oggi, che poi sono le prime a sparare in prima pagina amoruncoli e separazioni di quelle che ce l'hanno fatta, mostrandole ovviamente al massimo in costume, perché sono riviste per famiglie e insieme alla gnocca devono far convivere Padre Pio e nonno Banfi.
Secondo me però non ha senso farla (la morale), infatti queste ragazze, ma solo loro, che magari dopo una vita di studi e lavori del cazzo tentano questa lotteria/fiera, non sono da condannare perché il biglietto vincente è troppo invitante se si hanno i mezzi per partecipare: un anno di balletti poco impegnativi in prima serata, con un contorno di articoli giornalistici e serate nei locali di quelli che contano. Poi finito lo struscio sul tavolo, un calendario, un altro anno circa di vita sulle riviste patinate, un po' di spot pubblicitari e poi per alcune il jackpot del matrimonio con il calciatore o l'imprenditore. Una persona un minimo accorta può davvero cambiare la sua vita e cambiarla alla famiglia. Questo ovviamente non significa che consiglierei mai ad un'amica o a una parente di partecipare al programma e continuo a stimare di più quelle che non lo fanno.

Comunque, per quanto mi riguarda, tutta questa carne è da evitare perché oltre a far salire il colesterolo, con questo caldo, di sera è anche difficle da digerire.

Postato da: mudcrutch a 11:42 | link | commenti (23)
televisione, attualità

mercoledì, 25 giugno 2008
Walter, ma fammi il piacere...

Quando ho letto che Veltroni si è svegliato dal suo sonno moderato e si è accorto che Berlusconi non è la persona con cui dialogare, ma il solito maneggione, ho sorriso. Quando poi ha minacciato una manifestazione di piazza contro il governo, io, dopo un'attimo di stupore, sono scoppiato a ridere. Solitamente non faccio il copiaincolla, ma Alessandro Robecchi sul manifesto del 22/06/2008, scrive esattamente quello che avrei voluto scrivere io, se ne fossi capace.

A tutti i compagni della sinistra. Direttive per il grande corteo d'autunno di  lotta e protesta indetto dal Pd contro il governo Berlusconi. Attenersi alle disposizioni. Per dubbi e domande, rivolgersi al funzionario di zona. Non cedere alle provocazioni. Ingoiare questo articolo subito dopo la lettura. Compagni del  nord-est. Comporsi ordinatamente in corteo alle spalle della delegazione regionale capeggiata dal compagno Calearo. Evitare atteggiamenti minoritari, evitare abbigliamento troppo casual o trasandato: è possibile che il corteo venga invitato a un'assemblea di Confindustria. Non facciamo figuracce.
Precari. Le forze produttive sottopagate o ricattate dal capitale si comporranno dietro lo striscione della componente Giavazzi. Visto che hanno molto tempo libero tra un contrattino e l'altro, si consiglia attenta lettura dei fondi del «Corriere» da cui ricavare gli slogan di riferimento (licenziare meno/licenziare tutti). Lo striscione con l'enorme scritta «Il liberismo è di sinistra» si collocherà immediatamente dopo lo striscione di apertura del corteo.
Metalmeccanici. Tutti dietro lo striscione della componente Colaninno. Evitare inutili slogan sul contratto che risulterebbero controproducenti, sottolineare il ruolo degli imprenditori illuminati. Anziani e pensionati.Non dimenticare l'acqua minerale. Esibendo la social card del governo, i panini verranno scontati del dieci per cento.
Caduti sul lavoro. Questa componente del corteo sarà numerosa ma, per forza di cose, immobile. Sarà aperta dal grande striscione «Industrie Marcegaglia». Comizio finale. Sul palco interverranno i maggiori esponenti del partito, a sottolineare la vivace democrazia interna. Aprirà Veltroni, poi interverrà Walter, e concluderà il comizio il compagno Walter Veltroni. Al termine, defluire ordinatamente.

Postato da: mudcrutch a 10:12 | link | commenti (7)
politica, attualità, ultimora

venerdì, 13 giugno 2008
Secondo una ricerca

Capita spesso ancora adesso di leggere articoli che iniziano con questa frase e la maggior parte delle volte sono ricerche assurde, fatte in Università americane di stati sfigati tipo Pennsylvania o Ohio (mai Yale o Harvard), ma sempre americane, perché si sa loro sono sempre più avanti. Tra l'altro in questi articoli sono sempre l'università di nomedellostato, non contando che negli USA, anche nello stato più scalcinato esiste, fra istituti tecnici e college, più di una struttura che noi solitamente definiamo università.

Adesso è meno frequente, per esempio rispetto a venti anni fa, il mondo è globalizzato e con un paio di click possiamo arrivare nel sito dell'università interessata e con altri due click scoprire che ricerche stiano davvero facendo. Anche l'università interessata con due click può venire a sapere quello che dice il giornale e con un e-mail dirgli di smettere di scrivere cazzate.
I tempi d'oro di questi articoli erano però gli anni '80 quando eravamo diventati tutti international, senza essere mai usciti dal ballatoio. Erano gli anni della Milano da bere, quando le spigolature di riviste come Donna Moderna o Il Piacere (chi la ricorda) erano piene di notizie come queste e me ne ricordo una in particolare che recitava: secondo una ricerca dell'università di taleposto ogni bacio accorcia la vita di 5 secondi.
Intanto si potrebbe disquisire sul perché proprio cinque secondi, non quattro o sei, oppure bacio sulla bocca, sulla guancia o in altri posti innominabili, ma soprattutto che cazzo di ricerca è, come è possibile commissionarla e tanto meno pubblicarla.

Mi immagino la scena di un esterno bar di Milano, nei rampanti anni '80, due coppie che si vedono per l'aperitivo, le donne che arrivano dallo shopping in via Montenapoleone e gli uomini che hanno finito la loro giornata in ufficio, dove ovviamente fanno i manager (negli anni '80 erano tutti manager, perché se non eri manager, cosa andavi in ufficio a fare) e sono appena arrivati davanti al bar con la loro fiammante Alfa 75 (oggi avrebbero senz'altro un SUV). Dopo aver esaurito gli argomenti come scarpe e borse per le donne e borsa e scarpe per gli uomini, si passa alla cultura e una delle due donne con fare intellettuale dice: ma lo sapete che, secondo una ricerca americana, ogni bacio accorcia la vita di cinque secondi?
Ah, quanta nostalgia per quegli anni del cazzo.

Postato da: mudcrutch a 00:20 | link | commenti (15)
amarcord

venerdì, 16 maggio 2008
Nelle Terre Estreme

Spoiler: in questo post racconto la storia contenuta in questo libro e nel film da esso tratto, intitolato Into The Wild.

Avevo già parlato del film Into The Wild, secondo me uno dei più belli dell'attuale stagione cinematografica, che tratta della storia di Chris McCandless, ragazzo di cinque anni più vecchio di me, che abbandonando tutto iniziò una nuova vita da nomade. Ho trovato la storia molto interessante, ma è la lettura del libro (riedito da Corbaccio, in occasione dell'uscita del film) che se non mi sta cambiando la vita, mi segnerà sicuramente, visto che ci penso spesso anche in altri momenti della giornata.

Questo libro, oltre ad essere ovviamente più completo del film, approfondisce anche la storia dei personaggi di contorno e dei membri della famiglia del ragazzo, tutti intervistati successivamente dall'autore.
Nel libro poi sono presenti, quando possibile, le date delle varie tappe dell'odissea, lunga due anni, del protagonista lungo gli Stati Uniti ed è questo uno degli aspetti che più mi coinvolge nella narrazione e mi fa sentire ancora più vicina la sua vicenda umana.
Chris infatti inizia il suo vagabondaggio nella primavera del 1990, dopo aver conseguito la laurea e arriva in Alaska circa due anni più tardi, quando, dopo un passaggio in auto, saluta l'ultima persona che lo ha visto in vita.
Io ho un ricordo molto vivo di quel periodo della mia vita, visto che è stato un passaggio importante della mia adolescenza, quindi a differenza degli anni precedenti, che si sono sviluppati in maniera abbastanza monotona, di quel periodo, se non mi ricordo cosa mi è successo giorno per giorno, potrei ricordarmi con buona precisione cosa ho fatto mese per mese. Capita quindi che questo parallelo, tra la mia vita e le sue vicende, durante la lettura, occupi spesso i miei pensieri.

Ma è la parte finale della sua vita che in assoluto mi fa riflettere, perchè ha l'ultimo contatto umano martedì 28 aprile 1992, quando un conoscitore della zona lo lascia fin dove il suo pick-up riesce ad arrivare, visto che in quella stagione in Alaska c'è ancora parecchia neve.
Una prima riflessione per esempio è: cosa avrò fatto io quel giorno? Che pensieri mi saranno passati per la testa? Era senz'altro una normale giornata a scuola, nell'ultimo anno delle superiori, quando l'esame di maturità si avvicinava a grandi passi. Oppure altre domande del tipo: cosa stava facendo lui, da solo in mezzo a quella natura bella ma ostile, mentre io facevo l'esame o mentre mi godevo i primi bagni di quell'estate, per me iniziata tardi?

Infine quell'estate feci una vacanza a Los Angeles tra il 14 agosto e il 4 settembre, ovvero circa nel periodo in cui è stato stimato sia avvenuta la sua morte. So benissimo che tra il sud della California e l'Alaska ci sono più di 5000 km, quindi non ero proprio dietro l'angolo, ma comunque il fatto di essere nella stessa nazione, insieme al fatto che essendo stata una vacanza particolare anche in questo caso ricordo perfettamente tutti i singoli giorni di quel periodo, mi fa sentire una vicinanza ancora maggiore alla sua vicenda. Fossi rimasto ancora un po', magari avrei letto sue notizie sui quotidiani, nelle pagine della cronaca nazionale, come oggi potrei leggere un trafiletto su di un quotidiano genovese, e le nostre vite si sarebbero potute incontrare prima.

Mi rendo conto che sono riflessioni un po' irrazionali, come non razionale è il mio interesse per questa storia, che è particolare, visto che almeno una volta nella vita tutti abbiamo pensato di farlo, senza averlo neanche mai tentato, ma al contempo è una vicenda talmente umana da essere quasi banale.

Postato da: mudcrutch a 17:30 | link | commenti (15)
riflessioni, libri, cinema, vacanze, mitico

lunedì, 12 maggio 2008
Elezioni 2008: poteva anche andare meglio...

Non smentisco la mia abitudine a commentare le cose fuori tempo massimo e con uno stile Tosattiano, scrivo qualche mia riflessione sui risultati.

Berlusconi
Questa volta ha vinto proprio lui, ovvero non ha usato le sue televisioni se non in minima parte, non ha costretto i VIP della sua scuderia ad appoggiarlo esplicitamente, ha usato con moderazione i manifesti 6x3, comunque non più di Veltroni e soprattutto non ci ha messo la sua faccia. Non aveva un gran slogan e ha fatto anche delle promesse abbastanza blande, tipo abolisco il bollo su macchine e moto.
Questa volta non ce ne era bisogno, perchè chi lo ha votato lo ha fatto perchè gli piace Berlusconi, così, esattamente come è.

Lega
Quello che non capisco di questa forza politica è che quando parla di leggi sul federalismo fiscale e politico, ovvero quando parla di politica vera, come la intendono all'estero, perde voti. Quando invece parla di fucili pronti a sparare o di maiali portati a pascolare nei cantieri delle moschee, fa il botto.
L'unico merito che gli riconosco, è che è l'unica forza che fa ancora politica nelle strade, convincendo gli elettori porta a porta, anche se con idee a me totalmente aliene.

PD
Visto che non ha perso molto sembra quasi che abbia pareggiato, anche se un'analisi più approfondita ha dimostrato che togliendo i voti che ha preso alla sua sinistra in nome del voto utile, non ha preso più voti del 2006, visto che non ha guadagnato nessun voto al centro e anzi ne ha perso qualche manciata a favore dell'UDC. Anche se avesse raccolto tutti i voti andati alla sua sinistra, alla camera avrebbe perso comunque.
Questo, secondo me, in nome della bella morte di fascista memoria: vado avanti da solo, impavido, verso il mio destino.
Poi c'è il solito discorso che, tra chi parla di sicurezza e di tagli delle tasse da sempre e chi lo fa da due mesi, perché folgorato dal nuovismo americano, l'elettore che crede in questi valori, vota sempre l'orginale e non la copia.
Una politica moderna, secondo me, non è scopiazzare lo slogan di un candidato americano e sposare le tesi della destra, perché si nota che al momento fanno più audience.

Sinistra
Veniamo alle dolenti note: l'idea secondo me era buona, il modo in cui è stata portata avati e soprattutto le persone che l'hanno portata avanti, erano pessimi.
Comunque il motivo di questa debacle è secondo me dovuto, in primo luogo al fatto di condividere l'insuccesso del governo Prodi senza aver incassato niente, ma avendo invece votato, per amor di patria, leggi che la base non ha mai condiviso. Il secondo fattore è stato il richiamo al voto utile, che ha tolto terreno sotto i piedi alla sinistra, senza portare alla fine a niente di utile per nessuno. Non ho capito gli sfottò stile post-derby seguiti alla mancata presenza in parlamento, ma con questo nuovo governo e soprattutto questa nuova opposizione, gli spazi di manovra futuri sono talmente ampi, che sembrano praterie. E' solo da vedere se ci sarà qualcuno che saprà sfruttarli.

Roma
Già l'idea di candidare Rutelli è stata stupida, perché intanto dava l'idea del "Roma è nostra e ce la passiano tra amici", poi ormai Rutelli è impresentabile anche come consigliere del condominio. Nel 1993 era il giovane verde, tra i primi in Italia a fare il servizio civile, che con coraggio portava avanti le sue idee. Nel 2008 è il frequentatore del bel mondo, che si è risposato in chiesa per far contento il vaticano. La vittoria di Zingaretti alla provincia è stata emblematica in questo senso.
Un'altra considerazione potrebbe essere che la cultura e lo spettacolo sono importanti per la vita di una città, ma in certi periodi passano un po' in secondo piano nella mente degli elettori e il centrosinistra a Roma, tolti questi cavalli di battglia, ha inseguito, in modo maldestro, la destra su tematiche dove questa giocava in casa, con ovvi risultati.

Postato da: mudcrutch a 22:52 | link | commenti (16)
politica, riflessioni, attualità

giovedì, 01 maggio 2008
Gehen wir ins Kino?

Prospettive di un delitto
Brutto film pieno di retorica patriottarda, in cui c'è Dennid Quaid che non pensa ad altro che a salvare il presidente, non vedendo l'ora di immolarsi per la causa, come ha già fatto un anno prima (deve essere un vizio).
Un turista americano, che sembra uscito dal libro Cuore: nel momento in cui dovrebbe pensare a salvarsi dallo scoppio di una bomba, telefona alla famiglia, con cui è in rotta, per dire che vuole loro un sacco di bene, poi rincorre i cattivi, filmandoli, e infine salva una bambina in pericolo. Gli manca l'aureola sulla testa, non contando ovviamente che alla fine fa pace con la moglie, sempre via telefono.  
Il prode eroe (sempre il body guard Dennis Quaid) fa un bell'inseguimento nelle strade di Salamanca (senza rompere un unghia a nessun pedone), nel quale ogni due scene sfascia totalmente la macchina, ma gira una curva e l'auto è di nuovo uscita dal concessionario. Diciamo che ho trovato più realistiche le scene di inseguimento in Toy Story.
Nella scena finale l'ambulanza si cappotta e i cattivi che sono sopra muoiono, mentre il presidente che è sullo stesso mezzo, si salva miracolosamente. No, non è vero che tutti i cattivi muoiono, il più cattivo sopravvive giusto il tempo di far vedere che l'eroe non ha i coglioni quadrati, ma cubici.
Non do il voto minimo perché l'idea di base della stessa sequenza ripetuta a seconda dei punti di vista non è malvagia, anche se non nuova.
Voto: 1,5

27 volte in bianco

Terribile!
Non so dire se perché è davvero un film scemo, oppure perché noi uomini certi film proprio non li possiamo apprezzare, visto che la donna pensa al suo matrimonio dall'età di tre anni e l'uomo ci pensa solo quando deve tirare fuori dei sacchi o quando mette in lista il televisore LCD da 40".
La protagonista è una ragazza bella che ha fatto per 27 volte la damigella d'onore (equivalente americano dei nostri testimoni), ma non si è ancora sposata. Lei ovviamente sogna il matrimonio perfetto, con l'abito giusto, nel luogo giusto ed ovviamente con l'uomo giusto. Lo spettatore capisce al secondo fotogramma quale sarà, la protagonista invece ci mette tutto il film. Il tutto ovviamente condito da un mare di melassa matrimoniale.
L'unico lato positivo è che quella sera c'era la festa del cinema e il biglietto costava solo 1 euro.
Voto: 1

Juno
Un po'una delusione, perché quando ho letto che è un film indipendente, che ha avuto un grosso successo di pubblico grazie al passaparola, mi aspettavo molto.
Invece mi ha fatto lo stesso effetto del libro Jack Frusciante è uscito dal gruppo, ovvero una storia che di partenza potrebbe essere verosimile, che però perde velocemente il contatto con la realtà via via che va avanti e soprattutto quella sensazione che tutta la sceneggiatura sia stata studiata a tavolino, per diventare un cult movie per teenager a tutti i costi: citazioni di tutti i gruppi indie americani,  le chitarre fighe suonate insieme, un look un po' grunge e un po' no-global e soprattutto le battute in bocca alla protagonista cosi dannatamente cool, da sembrare finte. Come consiglio direi che un'occhiata in divX gliela potete dare, ma la sufficienza è lontana.
Voto: 2

Postato da: mudcrutch a 22:47 | link | commenti (11)
cinema

sabato, 19 aprile 2008
Meu accatou 'na bella seisentu

Bandit
Ebbene si, mi sono comprato una seicento.
Veramente è una 650 e in verità non è Fiat, ma Suzuki. Fa anche 85cv e rispetto alla famosa Seicento, ha anche due ruote di meno.
 
Ma a noi cosa ce ne frega?
 
Forse avrei dovuto creare più suspence e scrivere una cosa tipo hardla: sai ero lì che riflettevo sul significato della vita, mentre guardavo il numero sul tachimetro digitale che aumentava velocemente e sentivo il motore quadricilindrico che mi rombava sotto il sedere. Ma forse sarebbe stato inutile lo stesso, perché sbavate tutti sulla piessetrè, ma di motociclette non ve ne interessate.
 
Ma perché l'hai presa, non era meglio la PS3?

No, perché sarebbe stato difficile parcheggiare la playstation davanti al bar e poi tirarmela del mio nuovo acquisto con gli amici, mentre sorseggio un cocktail...

Postato da: mudcrutch a 19:46 | link | commenti (32)
ultimora

domenica, 06 aprile 2008
Fuori tempo massimo: chiedi chi erano i Queen

Io sono un fan dei Queen, normale direte voi, ce ne sono tanti. No, no, io sono uno di quelli che lo era anche prima del novembre del 1991, ma forse i più disattenti o quelli che all'epoca se la facevano ancora addosso, non colgono la differenza.
 
Ho iniziato ad ascoltarli nel 1986 e poi sono andato a ritroso ascoltando i loro dischi più vecchi. Li avevo scoperti grazie ad un video clip, ma in Italia non erano molto seguiti, nel senso che io non avevo conosciuto molti fan e quei pochi dicevano più o meno le solite cose: i primi quattro sono i migliori, The Game è l'ultimo discreto e Hot Space è una merda senza paragoni.
Nella seconda metà degli anni ottanta, tutti ascoltavano Vasco, Micheal Jackson, Madonnna, Prince, Springsteen o tutti quei gruppi pop da una canzone e via; anche la famosa We Are The Champions, la conoscevano tutti, ma non tutti sapevano che era loro.
Trovare materiale non era facile, visto che in Italia avevano pubblicato un solo libro su di loro, neanche granché interessante, e per trovare qualcosa di ben fatto era necessario andare in Inghilterra, dove sono sempre stati un mito. Per quanto riguarda magliette ed altri gadgets neache a parlarne, e anche in questo caso il poco che avevo, arrivava da Londra.
 
A novembre del 1991 Freddie Mercury muore e in Italia improvvisamente aprono le gabbie. Sulla penisola si riversa una massa enorme di persone che non solo sa benissimo chi sono i Queen, ma che è anche loro grande fan. Sull'autobus non si contano le loro magliette, soprattutto quelle necrologio con il solo cantante e le date di nascita e morte. Le librerie e le edicole si riempiono, di biografie, trattazioni dei testi, articoli, coccodrilli e chi più ne ha, ne metta. Anche all'università, persone che io pensavo ascoltassero solo i suoni del modem quando si connette, dopo essersi fatti registare una raccolta, mi dicono: che bella canzone che è 'la Rapsody'.
 
Come tutti erano diventati fan, tutti i giornalisti erano diventati esperti della loro musica. Il massimo è stato un giornalista che, su di un quotidiano genovese, scriveva che i loro album più famosi e rappresentativi sono: One Vision e King of Magic (non ho sbagliato a scrivere).
Nei due o tre anni successivi sia le canzoni più insulse del Mercury solista, tipo Living on my Own, diventano degli hit, sia album come Barcelona cantato con Monserrat Caballe, che all'uscita aveva venduto tre copie (una è la mia), riprendono a vendere e sono considerati belli a prescindere, perché ci canta Freddie Mercury.
 
All'inizio però fortunatamente i rimanenti membri della band si distinguono per sobrietà, perché, a parte un concerto tributo davvero bello allo stadio di Wembley e qualche raccolta, rimane tutto abbastanza nei limiti della decenza.
Adesso anche loro secondo me si sono fatti un po' prendere la mano e tornare a più di dieci anni di distanza con la band Queen + Paul Rodgers - John Deacon con riporto di due, non mi è sembrato un gran colpo di stile.
Se ci sono ancora dei fan che li seguono fanno bene, io però preferisco ascoltare delle band emergenti che hanno adesso il loro apice e se anche seguo qualche dinosauro del rock, almeno non vado al concerto con il moccolotto, visto che i concerti della nuova versione dei Queen, sono per gran parte incentrati sul ricordo di Quello buonanima.

Postato da: mudcrutch a 12:19 | link | commenti (16)
musica, fuori tempo massimo

martedì, 25 marzo 2008
Fuori tempo massimo: La Vita è Bella

Volevo mettere questo film in una flop parade, ma visto che il tema trattato è un po' delicato, ho preferito farne un post a se; con questa premessa però avrete capito che non ne parlerò bene.

Questo film ha costituito uno spartiacque nella carriera di Benigni e anche nel mio approccio verso il personaggio e la sua opera. Prima guardavo i suoi film volentieri, li trovavo carini ma niente di speciale. Anche il pluriosannato Piccolo Diavolo, mi ha fatto alzare qualche volta il labbro superiore, in una specie di sorriso, ma non mi ha cambiato la vita. Il mio preferito rimane Non ci resta che piangere, che infatti non è un film del solo Benigni.

Poi è arrivato La Vita è Bella e trascinato dall'entusiasmo popolare sono andato a vederlo, ma il film non mi è piaciuto per niente, benché non penso sia fatto male. Quando si tratta un argomento storico però, mi piace che sia trattato con un'attenta descrizione dello sfondo e avendo letto un po' di libri al proposito, posso dire che in nessun campo di concentramento la vita era come quella descritta nel film, se non per brevi periodi nei campi dei Rom. Primo Levi racconta che a lui era difficile nascondere anche un cucchiaio o qualche sigaretta, figurarsi un bambino. Quindi, secondo me, se si vuol fare una favoletta zuccherosa, la si ambienta nel mondo fatato con le case di marzapane e non in uno scenario storico, travisandone e aggiustandone a proprio uso e in modo un po' scorretto gli aspetti tragici, per ottenere a tutti i costi il sorriso o la lacrimuccia dello spettatore. Il finale agrodolce non cambia molto la sostanza anche se, durante la visione, quando il protagonista si prende una sventagliata di mitra, non ero contento, ma pensai che per la prima (ed unica) volta nel film c'era qualcosa di aderente alla realtà storica.

Questo uscito dal cinema, poi nel periodo successivo il mio giudizio forse è ancora peggiorato, perchè non mi capacitavo di come un film così, usando un termine un po' duro, ruffiano avesse avuto così tanto successo, anche all'estero. Finalmente l'Italia aveva vinto due oscar importantissimi come miglior attore protagonista e miglior film, ma li aveva vinti a mio parere con un goal di mano, convalidato da un arbitro distratto.

In Italia comunque chi lo odiava non lo criticava più per paura di bestemmiare in chiesa e chi lo amava iniziò ad adorarlo. Mollica quando lo intervistava si pisciava addosso e tutti i TG, anche i più seriosi, gli permettevano di ballare sul tavolo durante la trasmissione. Io come al solito stavo nel mezzo.

Il film ha cambiato il personaggio e l'artista, perché nei suoi film successivi si è cimentato, prima con il romanzo più famoso della letteratura italiana (altro che la Commedia) con risultati disastrosi e poi con un film, da quello che ho letto, simile alla vita è bella. Nel senso che è ambientato in un Iraq bellico, molto distante dalla realtà, in cui lui è l'eroe incondizionatamente positivo, romantico e altra cascata di melassa. Chi lo ha visto, mi smentisca se ho scritto qualcosa di sbagliato.
Ora a mio parere Benigni è in una situazione difficile perché, non può più fare i filmetti scemi alla Johnny Stecchino, visto che lui è quello della Vita è Bella e delle letture della Divina Commedia, ma non ripeterà mai l'exploit del suo film più famoso, se non facendone copie un po' scialbe.

E' cambiato anche il mio parere, perché ormai Benigni lo sopporto a piccole dosi,ed evito con attenzione ogni sua ospitata, per colpe non solo sue, perché ormai sembra che abbia un'aura di santità, anche quando si strilla addosso o strizza i coglioni ai presentatori.
Quindi non penso che spenderò più né soldi, né banda, né tempo, per vedere qualcosa che lo riguarda, se non rivedermi, per l'ennesima volta, "Non ci resta che piangere": Ricordati che devi morire - Mo' meo segno...Ma questo era Troisi...appunto.

Postato da: mudcrutch a 11:28 | link | commenti (51)
cinema, fuori tempo massimo

mercoledì, 19 marzo 2008
Non Mi Fa Ridere

A me non fanno ridere Zelig e Colorado, che reputo discreti programmi di cabaret e non mi fanno ridere i programmi del Bagaglino, che invece sono pessimi. Così come non mi fa ridere Buona La Prima, perchè la comicità fisica e pretestuosa non mi dice molto.

Non mi ha più fatto ridere Mai Dire Goal, da quando ci hanno messo i presentatori e i cabarettisti, ovvero dal 1993 circa.

Non mi fanno ridere i monologhi dei comici a teatro, perché oltre a non farmi ridere, sono anche lunghi.

Non mi fa ridere Striscia La Notizia, perché chi spacca i coglioni al prossimo, per quanto possa essere uno stronzo, non mi fa ridere, perchè il filmato di YouTube con il bambino che cade con la faccia nella pozzanghera mi ha rotto, perché sottolineare le papere di un presentatore è fine a se stesso e soprattutto ormai non fa più ridere.

Non mi fanno ridere i film fatti apposta per far ridere come quelli del Jim Carrey pre Truman Show.

Ovviamente non mi fanno ridere i Cinepanettoni, perché Boldi che lo prende nel culo, metaforicamente e non, e la volgarità fine a se stessa in genere fa ridere fino alla quinta elementare, già alle medie diventa un po' stucchevole.

Ma allora sei proprio un musone del cazzo...
Non è vero perché:

mi fanno ridere i Simpson quando con una battuta detta senza troppe pretese distruggono i pilastri della cultura statunitense e mi fanno ridere i Griffin che sono anche più cattivi.

Mi faceva ridere Friends, quando la comicità nasceva all'interno di una situazione normale, magari solo per il tono in cui era detta una parola o una frase.

Mi facevano ridere i Monty Python quando aggredendivano i luoghi comuni del perbenismo.Mi fanno ridere i primi film di Fantozzi, qualche film di Mel Brooks e quelli tipo Signori il delitto è servito.

Mi fanno ridere i monologhi di Woody Allen nei primi film e in genere il nonsense alla Groucho Marx.

Mi fanno ridere certi post o certi commenti nei blog quando la comicità è intelligente e talvolta magari neanche voluta.

Insomma sono davvero un gran giovialone.

Postato da: mudcrutch a 13:32 | link | commenti (55)